Eventi svolti nel 2019

 Rassegna Estiva ARTAVA 2019

 

Moda, arte, musica al Palazzo Galeota, via Duomo Taranto

L’associazione Artava di Taranto, con sede in via Duomo 222/226, in collaborazione con le associazioni, Turisport Europe (ente di promozione sociale riconosciuta), ArmoniE il teatro degli Amici, Vito Forleo, Madonna della Scala, scuola di estetica CEAS, e con il patrocinio morale del Comune di Taranto si rende promotrice della propria stagione estiva con una serie di eventi che spaziano dalla musica, al teatro, alla moda e alla poesia nella location del settecentesco Palazzo Galeota in Taranto.

Una rassegna di eventi culturali atta alla promozione turistica della citta’ di Taranto con le proprie peculiarita’ culturali, tradizioni e eccellenze.

A lato il programma con orari e descrizioni.

     Rassegna Estiva ARTAVA 2019

 

La rassegna estiva di ARTAVA si conclude con un nuovo interessante concerto patrocinato dal Comune di Taranto e organizzato in collaborazione con Associazione ArmoniE, Turisport Europe.
Alla ore 20.00 di venerdì 6 settembre l’Ensemble “Let’s go…Jazz!”, composto da Ciro Galeone Chitarra Jazz, Roberto Passaro Chitarra Jazz, Giacomo Abatematteo Percussioni, Gianluca Uva Contrabbasso, con la partecipazione di Giordano Muolo Clarinetto e Palma di Gaetano Flauto, risuonerà nell’atrio dello storico Palazzo Galeota in via Duomo fra Musiche e “racconti” grazie ai quali conoscere “come” e “da dove” è nato il Jazz, la musica che, oggi, viene suonata da musicisti di tutte le nazionalità e culture; grazie ad un’accurata guida all’ascolto di Ciro Galeone (chitarrista e ideatore dell’ensemble), la vicenda della musica più originale del Novecento ci apparirà non solo più ricca di capolavori, ma anche più aderente al mondo così come lo conosciamo.
Una suggestione curiosa e intrigante riguardo a ciò che rappresenta la musica jazz: una musica che ha origini da un enorme esodo forzato di schiavi che nasce in una città, New Orleans, ma poi emigra e si sviluppa altrove.
“Let’s go…Jazz!” non è solo il nome dell’ensemble ma anche il titolo del progetto volto ad avvicinarsi in maniera cosciente e consapevole ai brani famosi e non di questo, ormai dilagante, genere musicale… alla portata di tutti.
Musiche di C. Galeone, R. Passaro, J. Kosma, G. Gershwin, P. Desmond, C. Haden, A. Cerino.

L’evento sarà abbinato ad una degustazione di Vini e prodotti tipici
Info e prenotazioni obbligatorie al 347.6159765 – 0994000115
Pagina FB ARTAVA Associazione
Web: www.associazionearmonie.org
Taranto (Taranto)
Palazzo Galeota
Via Duomo, 234,
ore 20:00

rassegna estiva 2

ENHARMONICS TRIO

Interessante evento-concerto, ENHARMONICS TRIO, composto da Luigi Romano clarinetto, Piersilvio Balta clarinetto, Mirko Cerati clarinetto basso, giorno 1 agosto, alle ore 21,00 presso largo Crocifisso nei pressi della chiesa del Rosario in Lizzano (TA).
Il concerto proposto ha lo scopo di valorizzare le eccellenze del territorio che, nonostante la giovane età, hanno un curriculum ricco di esperienze artistiche da solisti, in formazioni da camera e orchestre. Il trio nasce nell’ambio del Conservatorio “Vecchi Tonelli” di Modena ed è composto da giovani e virtuosi musicisti, due dei quali hanno compiuto i loro primi studi musicali nella Città di Taranto. Il programma presentato offrirà una carrellata di musiche famosissime tratte dal repertorio classico, operistico e non solo.
Musiche di L. van Beethoven, G. Bizet, G. Rossini, W.A. Mozart, G. F. Haendel, G. Verdi, F. Schubert.
Evento realizzato con il patrocinio del Comune di Lizzano, proposto e programmato dalle associazioni culturali ArmoniE, ARTAVA, Pro Loco di Lizzano e Turisport Europe. Evento in replica giorno 2 agosto a Taranto presso il Palazzo Galeota in Taranto all’interno della rassegna estiva ARTAVA.

PIETRAVAIRANO – CAMMINO DELLA FIACCOLA DEL MORRONE, IL FUOCO È GIUNTO A PIETRAVAIRANO

Pietravairano (di Giovanna Lepore) – È giunta venerdì scorso, a Pietravairano, la fiaccola del Fuoco del Morrone. Accesa il 16 agosto a Sulmona, la fiaccola si è mossa verso la Campania a Raviscanina, per raggiungere Pietravairano, presso il Convento di Santa Maria delle Vigne, luogo cui Don Gianluigi Sorbillo e Don Pasqualino di Feola l’hanno accolta, soprattutto luogo sacro dove Celestino amava ripararsi dalla calura estiva per pregare. L’itinerario – attraverso le valli Peligna,Subequana e Aquilana – sarà quello idealmente percorso da Pietro Angelerio alla fine di agosto del 1294, per arrivare all’Aquila e vestire le insegne di Papa ( con il nome di Celeste V), nella Basilica di Collemaggio da lui fatta erigere. Il 24 agosto la fiaccola sarà trasferita da Fumone a Sulmona dove si congiungerà col FUOCO della Valle Peligna per il pellegrinaggio finale all’Aquila dove si giungerà il 28 mattina in occasione del Corteo della Perdonanza.

Il Fuoco del Monte Morrone da Sulmona alla Provincia di Caserta

Nei giorni tra il 16 e 24 agosto si svolgerà un evento eccezionale: dall’Eremo del Monte Morrone sopra Sulmona nel quale a lungo dimorò Pietro degli Angeleri, salito al soglio pontificio con nome di Papa Celestino V, una fiaccola destinata ad essere accolta da autorità ecclesiastiche e civili, scenderà verso la Campania ed il Lazio.

In Campania attraverserà la Provincia di Caserta, sosterà a Raviscanina (16 e 22 agosto) e Sant’Angelo d’Alife (19 agosto) nel cui castello nacque il Santo, poi Pietravairano (17 agosto) dove i Cistercensi dimostravano d’estate nella Ferrarella, quindi Vairano Patenora (18 agosto) dove è l’ Abbazia della Ferrara nella quale il Santo studiò e pronuncioò i voti monastici. Il Fuoco del Morrone raggiungerà, poi, Casaluce (20 agosto) dove nel Castello Abbazia che fu per secoli noviziato dei celestini, un antico ritratto del Santo è nella bellissima Chiesa della Madonna di Casaluce. Poi il Fuoco raggiungerà Ferentino (23 agosto) dove il Papa fu sepolto e Fumone (23 sera e 24 agosto) nel cui castello fu recluso e morì in una cella, oggi, cappella visitata anche da Papa Paolo Sesto.

Questo l’itinerario del Fuoco Del Morrone che riassume e ripercorre la vita del Papa Santo che nato in Terra di Lavoro raggiunse poi l’Abruzzo dove visse nei vari eremi e dove fu raggiunto dalla elezione a Papa.

L’evento vuole far riflettere, in contrasto con l’edonismo estivo, sul messaggio di ascesi rinunzia ma anche d’amore e compassione per il prossimo sofferente e per la natura del San Pietro Celestino lasciatoci dal Santo.

Questi, in cerca di silenzio, meditazione preghiera si trasferì progressivamente in luoghi ed eremi più aspri ed isolati poichè allora le montagne conoscevano la colonizzazione e intenso popolamento, eppure raggiunto dai sofferenti non si sottrasse dal dare sollievo, come risulta dal processo di canonizzazione conservato nell’episcopio di Sulmona dove sono rammentati i numerosi miracoli.

Il mistero dei natali di Celestino V: da S. Angelo Limosano a S.Angelo di Raviscanina

Dove nacque papa Celestino V nel lontano 1209? Diversi comuni molisani ed abruzzesi hanno rivendicato i natali del santo, ma per secoli l’origine di Pietro Angelerio è rimasta un vero e proprio mistero. Nella contesa sembra però spuntarne un piccolo paese dell’Alto Casertano: Celestino V nacque a Raviscanina!

Celestino V: il papa del grande rifiuto, personaggio vile o coraggioso?

La maggior parte delle fonti biografiche su Pietro Angelerio evidenziano che egli nacque in una famiglia numerosa e povera. In tenera età divenne monaco benedettino fortemente devoto alla figura dello Spirito Santo. La sua grande predisposizione alla solitudine e all’ascetismo lo portò a ritirarsi in una caverna isolata sul monte Morrone (presso Sulmona). Sull’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, costituì una congregazione ecclesiastica riconosciuta dal papato. Il frate trascorse la sua rigida esistenza dedito alla preghiera e alla mortificazione. Nel 1294 in modo del tutto inaspettato venne elevato al soglio pontificio col nome di Celestino V. La cerimonia avvenne nella Basilica di Collemaggio.

Il suo pontificato, fortemente affiancato dal re Carlo II d’Angiò, fu breve. Dopo soli cinque mesi, il 13 dicembre 1294Celestino abdicò per ritornare alla sua semplice vita da eremita. Tale gesto lo rende noto come il papa del gran rifiuto. Dante nella sua opera lo colloca nell’Inferno, nel girone degli ignavi, cioè di coloro che avrebbero potuto cambiare le cose, ma sono rimasti nell’inerzia. Altri lo riabilitano evidenziando che il suo gesto fu coraggioso, dettato dal disprezzo per il potere e la corruzione della Chiesa dell’epoca. In ogni caso, la storia lo ricorda per la sua santa vita, ricolma di rinunce e ascesi, di preghiera e miracoli e dal 1313 è glorificato come san Pietro da Morrone.

Raviscanina: terra natale di Celestino V.

Isernia, Sulmona, S. Angelo Limosano o Ausonia? Si tratta solo di alcuni dei paesi che rivendicano le origini di papa Celestino V. Ma nessuno di questi, pur essendo luoghi che il frate frequentò, può dirsi paese d’origine del santo. A sciogliere l’enigma è stato Domenico Caiazza, autorevole storico. Tutti gli indizi raccolti nella sua attenta ricerca sembrano portare ad un piccolo comune dell’Alto Casertano (di Terra di Lavoro) di nome Raviscanina. Raccogliamo insieme le prove che consentono a questo paesello di aggiudicarsi un tale onore!

Alla ricerca del Castrum Sancti Angeli in Terra di Lavoro

Più scritti evidenziano la nascita di Celestino V nel Castrum Sancti Angeli (S. Angelo) situato in Terra di Lavoro nel Regno di Napoli. Tra questi, senza dubbio, il più autorevole è la Bolla di CanonizzazioneO quanto sei fortunata provincia di Terra di Lavoro che dai prova di aver saputo produrre un tale e tanto tralcio, germogliato dalla saldissima vite di Cristo […]. Proprio partendo da questo documento ufficiale, il Caiazza riconosce le origini di Celestino V in Raviscanina. Terra di Lavoro, infatti, comprendeva l’intera provincia di Caserta, alcune zone del Molise tra cui Venafro escluso Isernia ed alcuni paesi del Lazio.

Questa collocazione porta ad escludere S. Angelo Limosano, fino ad ora indicato come comune di nascita del santo. In esso, tra l’altro non è mai stato presente un Castrum. In Terra di Lavoro solo due abitati erano detti Castel S. Angelo: Sant’Angelo in Teodice e Sant’Angelo di Raviscanina (Castrum Sancti Angeli cognomento Rabicanum o di Ravecanina). Per il primo comune non è stato ravvisato nessun legame con Celestino V. Non si può dire la stessa cosa per S.Angelo di Raviscanina oggi scisso in due comuni limitrofiS. Angelo d’Alife e Raviscanina.

Raviscanina, Celestino V e l’Abbazia della Ferrara

S. Angelo di Raviscanina vicinissimo al Molise era un feudo autonomo nel 1200. Le principali menzioni del suo Castrum sono presenti in documenti ed atti della vicina Abbazia cistercense della Ferrara. Ed è proprio tale Abbazia a fornisci la chiave che collega Celestino V a Raviscanina. L’Abbazia vairanese, a pochi km dal Castrum S. Angelo di Raviscanina, rappresentava il principale centro religioso dedicato al culto del Paraclito nel Regno di Napoli. Non si può, dunque, escludere che la formazione di Celestino V, tanto devoto alla figura dello Spirito Santo, si fosse svolta proprio in questo luogo.

I possedimenti della badia della Ferrara, inoltre, si estendevano fino a Isernia, luogo in cui il santo visse. L’Abbazia era molto frequentata da Federico II e dai nobili del Regno di Napoli spiegando così anche il legame tra Celestino V ed il Regno di Napoli. Ulteriore traccia del passaggio del frate in questo luogo di preghiera è il dipinto del funerale del benefattore Malgerio Sorel. In tale opera è fotografato, tra i monaci, proprio lui, la magra e bianca figura di Pietro Angelerio. Altro elemento a favore della natalità di Celestino V in Raviscanina è il cognome Leone della madre, ad oggi molto diffuso tra i raviscaninesi.

Raviscanina ufficialmente riconosciuta tra i luoghi celestiniani

Anche l’Associazione Celestiniana di Sulmona, alla luce di queste prove, ha riconosciuto Raviscanina come possibile patria natia di Celestino V. Infatti, essa ha firmato lo scorso giugno un protocollo di intesa con la Pro Loco Raviscanina. Attraverso i suoi rappresentanti il comune casertano sfilerà nel corteo della Perdonanza il prossimo 28 Agosto all’Aquila, evento che rivitalizza la bolla del Perdono che il santo emise durante il suo pontificato. Inoltre, il 16 Agosto, Raviscanina porterà a casa il Fuoco del Morrone, la fiaccola che girerà tra i luoghi celestiniani come accesa testimonianza della vita del santo e della sua devozione allo Spirito Santo.

Luca Scognamillo rivela precocemente il suo talento letterario e continua a coltivarlo dedicandosi con passione alla scrittura e prediligendo la forma poetica.
Ricco e magico il mondo espresso nelle sue poesie che rivelano un’intensa forza espressiva, un‘attitudine innata ad interpretare la realtà nella toccante leggerezza dei versi ed una modalità gioiosa e divertita di guardare ai fatti dell’esistenza fermati nelle sue composizioni metriche.

Luca pubblica due raccolte di poesie ed una favola.
“Mill’anni”, “II poeta dei silenzi”, “La Favola d’una rondine e una quercia”, sono oggi l’eredità più felice della sua intensa sensibilità per la scrittura poetica.
Vasto e prezioso il patrimonio di scritti ancora inediti .

 

Il Concorso, che in quest’anno accademico 2018/2019 vede la sua sesta edizione, patrocinato dalla famiglia del giovane poeta  in  collaborazione  del Liceo Classico Linguistico “G. Manno” e del “Turisport Europe”  si prefigge lo scopo di incoraggiare, sostenere e valorizzare gli studenti che si impegnano nella produzione poetica.
La poesia è infatti la modalità attraverso  cui  Luca Scognamillo  esprime  in  maniera  più completa e matura il proprio intento letterario .
Per questo motivo, il Concorso intende istituire un Premio che riconosca le capacità creative dei giovani studenti.

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